spettrografia di fluorescenza a raggi x (Xrf)
La tecnica di spettroscopia di fluorescenza di raggi X (XRF) permette di individuare gli elementi chimici che costituiscono i materiali, sfruttando l’interazione tra raggi X e gli atomi dei composti. Nell’ambito dei beni culturali, in particolare nel caso di superfici dipinte policrome come i dipinti su tela, tavola e murali, viene ampiamente impiegata, grazie alla sua versatilità e non invasività (non compromette in alcun modo l’integrità dell’opera sottoposta all’indagine), per individuare gli elementi chimici caratteristici dei pigmenti minerali impiegati dall’artista. Infatti, nella maggior parte dei pigmenti si individuano elementi chimici definiti “cromofori”, ossia in grado di definire il colore in un determinato composto. Ad esempio, si possono rilevare il mercurio (Hg) e lo zolfo (S) in una campitura rossa dipinta con un pigmento denominato cinabro o vermiglione (HgS), oppure si può trovare il piombo (Pb) in una stesura in bianco di piombo o biacca ((PbCO3)2·Pb(OH)2 e così via. L’impiego di questa tecnica consente di definire in via propedeutica la tavolozza impiegata per la realizzazione di un’opera.



