Assunto il controllo della bottega appartenuta a Benedetto gennari senior, Guercino e il fratello Paolo Antonio si uniformarono alle regole della Compagnia dei pittori di Bologna, che richiedevano per le botteghe artistiche l’utilizzo di adeguati strumenti contabili. Dal 1629 Paolo Antonio cominciò a compilare il Libro dei conti, supporto essenziale alla gestione degli affari economici della famiglia e della bottega, dove vennero registrati sia il denaro riscosso per i dipinti, sia le spese sostenute per il mantenimento della casa e della famiglia. Nei vent’anni in cui fu lui ad occuparsi del Libro dei conti, le voci relative ai singoli quadri – dal loro formato, al costo dell’opera, fino alle notizie su intermediari e committenti – furono annotate con ordine e regolarità. Dopo la morte di Paolo Antonio, avvenuta nel 1649, alla sua scrupolosa compilazione subentra quella più frettolosa del Guercino al quale succederà, a partire dal 1665, il nipote Benedetto Gennari, che riuscì ad amministrare con più precisione ed efficacia questo fondamentale strumento contabile.
Guercino, Libro dei conti, ms. Bologna, Biblioteca comunale dell’Archiginnasio, B 331, c. 31r
Libro dei Conti (ed. Ghelfi 1997), p. 131, no. 357.
il di 24. Agosto
Si è riceuto dopie d’Italia n.° 6, per capara di un Quadro di un San Pietro Martire per la Comp. di Santa Croce di Castel Bolognese, da cordo di ducat. 125. et di darlo finito per il dì 29. Aprile 1647. fano Scudi 22 L 0.16
