Assunto il controllo della bottega appartenuta a Benedetto gennari senior, Guercino e il fratello Paolo Antonio si uniformarono alle regole della Compagnia dei pittori di Bologna, che richiedevano per le botteghe artistiche l’utilizzo di adeguati strumenti contabili. Dal 1629 Paolo Antonio cominciò a compilare il Libro dei conti, supporto essenziale alla gestione degli affari economici della famiglia e della bottega, dove vennero registrati sia il denaro riscosso per i dipinti, sia le spese sostenute per il mantenimento della casa e della famiglia. Nei vent’anni in cui fu lui ad occuparsi del Libro dei conti, le voci relative ai singoli quadri – dal loro formato, al costo dell’opera, fino alle notizie su intermediari e committenti – furono annotate con ordine e regolarità. Dopo la morte di Paolo Antonio, avvenuta nel 1649, alla sua scrupolosa compilazione subentra quella più frettolosa del Guercino al quale succederà, a partire dal 1665, il nipote Benedetto Gennari, che riuscì ad amministrare con più precisione ed efficacia questo fondamentale strumento contabile.
