FASE I
Pulitura del deposito superficiale
La prima fase dell’intervento di restauro è consistita nella rimozione del deposito superficiale stratificatosi nel corso del tempo sulla superficie del dipinto. Si è proceduto con una pulitura a secco mediante spugne Wishab, effettuata seguendo la direzione del corpus delle pennellate. Il risultato è stato soddisfacente e ha permesso una lettura più chiara della cromia e della composizione.
FASE II
Consolidamento dell'intonaco
La fase di consolidamento, congiuntamente ai lavori di ristrutturazione del coperto dell’oratorio, è stata determinante nel risanamento dell’apparato muro-intonaco. Sono stati eseguiti una serie di fori con strumenti metallici servendosi di aree già fessurate dell’intonaco per far permeare adeguatamente il consolidante. Si è optato per il PLM-AL, un prodotto a basso peso specifico che rende il consolidamento leggero e particolarmente adatto nei casi di restauri di intonaci parietali.






FASE III
Consolidamento dell'intonachino e fissaggio della pellicola pittorica
Le operazioni di consolidamento sono proseguite con la messa in sicurezza dell’intonaco. Le fratture ritenute potenzialmente dannose per lo stato di conservazione dell’opera sono state consolidate con iniezioni di resina acrilica Primal B60, approfittando, come nei consolidamenti dell’intonaco, di fori già presenti in aree lesionate. Le aree della pellicola pittorica a rischio di distacco sono state fermate con alga funori disciolta in soluzione acquosa.
FASE IV
Rimozione delle integrazioni pittoriche pregresse
Si è deciso di rimuovere le integrazioni pittoriche considerate inefficaci dal punto di vista estetico e quindi d’ostacolo alla lettura dell’immagine. La pulitura è stata eseguita mediante cotton swab con acqua demineralizzata, mentre ove necessario con una miscela debolmente basica di bicarbonato d’ammonio, EDTA tetrasodico e acqua. Alcuni ritocchi, troppo aggettanti rispetto alla superficie, sono stati rimossi con bisturi portando le stuccature a livello. Altre integrazioni a calce, particolarmente coese in quanto eseguite su aree di distacco del colore, ovvero direttamente sull’intonachino affrescato, sono stati rimosse meccanicamente con bisturi a lama arrotondata dopo essere state ammorbidite con la miscela a pH basico utilizzata precedentemente.








FASE V
Pulitura della resina acrilica
L’obiettivo della pulitura era quello di ridurre il più possibile lo spessore della resina invecchiata, procedendo in modo graduale senza danneggiare il film pittorico, essendo il Paraloid fortemente adeso allo strato pittorico. La patina ha originato problematiche di vario genere: disturbo ottico di opalescenza del film, distacchi della pellicola dati dalla tensione adesiva del prodotto invecchiato, rapido accumulo di polvere e occlusione della porosità dell’intonaco. L’area da trattare è stata umidificata; è stato poi applicato un’impacco con doppio strato di carta giapponese tamponato con una miscela di solventi selezionata sulla base di test preliminari. Dopo aver rimosso l’impacco si è ripassata l’area con un tampone imbevuto della stessa miscela per promuovere la rimozione della resina rigonfiata.
FASE VI
Stuccature
Sono state realizzate diverse tipologie di stuccature: quelle dei fori per il consolidamento, delle aree di distacco dell’intonaco e delle lesioni potenzialmente dannose per l’avanzamento del degrado dell’opera. Queste operazioni sono state eseguite con Polyfilla, una formulazione naturale a base di gesso e cellulosa compatibile col substrato. A compiuta asciugatura i bordi delle stuccature sono stati accuratamente puliti con cotton swab e acqua demineralizzata per poi essere livellati con bisturi. Le stuccature fungono, in seguito a impermeabilizzazione con resina acrilica Acryl-Em33 al 2% in soluzione acquosa, da base per le successive integrazioni pittoriche.












FASE VII
Integrazioni pittoriche
Si è scelto di integrare quasi esclusivamente con acquerelli miscelati con Fiele di Bue, tensioattivo anionico che permette di stendere il colore in modo più fluido sulla superficie impermeabilizzata evitando assorbimenti localizzati e accumuli di colore. Per rendere l’intervento riconoscibile e compatibile con la texture vibrante dell’affresco, si è optato per un’integrazione a puntinato. I ritocchi a caseina che si è scelto di mantenere in quanto storicizzati, sono stati tonalmente livellati coi pastelli ad olio. La saturazione della pellicola pittorica, scalfitta e abrasa in molteplici punti, è stata ripristinata velando le numerose piccole lacune ed infine sono state ricostruite le aree lacunose della cornice e le aree di distacco dell’intonaco con una base di grassello di calce pigmentato, velata poi ad acquerello.